Quando incontro pensieri che mi fanno riflettere…

martedì 25 novembre 2014

Il dono di Natale



Natale si avvicina sempre di più e i bambini attendono la festa più magica dell’anno con impazienza. È bello vedere la luce carica di meraviglia nei loro occhi innocenti, ma non resteranno fanciulli per sempre. Arriverà il giorno in cui si porranno dei dubbi, il giorno in cui la magia smetterà di brillare nei loro occhi. Se la magia smette di pulsare in loro, se smettono di credere nella notte di Natale, si trasformeranno troppo presto in grandi disincantati. Allora la sola cura è la Magia del Natale.


 Il dono di Natale

La casa era avvolta dal buio. I genitori di Marco dormivano nella stanza accanto le scale e Black, il grande cane di famiglia, dormiva ai piedi del loro letto. Lo si poteva sentire guaire e scalciare anche dal pianerottolo: sicuramente sognava di rincorrere il gatto dei nuovi vicini. Nel silenzio della notte Marco, dal suo letto, poteva sentire il respiro, tranquillo e regolare, di suo padre. La mamma doveva avergli dato una gomitata per farlo girare perché prima lo aveva sentito russare. Succedeva sempre quando mangiava troppo. Marco invece non dormiva. Aveva provato in tutti i modi, e in tutte le posizioni, a prendere sonno ma era stato tutto inutile. Erano ore che si rotolava nel letto stringendo gli occhi e maledicendo suo fratello maggiore Andrea, che invece dormiva tranquillo nel letto sopra il suo. Andrea gli aveva rovinato tutto: si divertiva a farlo soffrire e sicuramente quella sera avrà goduto tantissimo nel guastargli la festa più importante.
“Babbo Natale non esiste!” gli aveva detto, proprio la sera della vigilia.
Andrea aveva tredici anni e si divertiva così, ma Marco aveva solo otto anni e per lui Babbo Natale era il nonno preferito.

Marco era corso subito in lacrime dalla mamma che, in cucina, stava preparando i piatti migliori per la cena della vigilia.
Abbracciato alle gambe della mamma Marco pianse disperato, tanto che le parole gli uscirono a fatica dalla bocca.
“An…An…Andrea… ha… ha detto… che Ba…Ba…Babbo Natale non esiste!”
La mamma si asciugò le mani e lo abbracciò.
“Che cosa brutta ti ha detto tuo fratello!”
“Sì, non è vero mamma? Vero che non è vero?”
La mamma sorrise asciugandogli le lacrime con il palmo della mano.
“Babbo Natale è nel tuo cuore.” gli disse guardandolo nei grandi occhi di fanciullo, “Finché tu credi in lui verrà a trovarti, sempre, e ti porterà il regalo più bello, il regalo più importante, di Natale. Non sono i giocattoli che trovi la mattina di Natale sotto l’albero perché lui è solo un vecchietto e i bimbi del mondo sono troppi”.
“Ma lui ha i folletti che lo aiutano!”
“Certo, lui ha i folletti che lo aiutano, ma anche loro non riuscirebbero mai a creare tutti i giocattoli che gli chiedete. È un altro il regalo che lui porta: lui porta la Magia del Natale”.
“Ma…”
“Finché tu crederai in lui il Natale sarà speciale. Io credo ancora in lui e per me il giorno di Natale è sempre il più bel giorno dell’anno”.
“Ma…”
“Ma vuoi sapere degli altri regali, vero?”
“… Sì…”
“Quelli sono i regali delle persone che ti vogliono bene. È solo grazie alla Magia che porta Babbo Natale che si trasformano nei doni dei tuoi desideri”.
Marco ingoiò la spiegazione della mamma, ma senza esserne del tutto convinto.
Le campane del paese batterono la mezzanotte e Marco pensò che tutto fosse ormai rovinato.
Fuori la finestra vide i primi fiocchi di neve cadere lievi. Sentì Andrea girarsi nel suo letto. Sentì Black acciambellarsi meglio nel suo giaciglio. Sentì una campanella dell’albero di Natale tintinnare. Come! Non c’era nessuno in soggiorno! Nuovamente una campanella tintinnò, si alzò e in punta di piedi scese le scale.
Qualcuno era seduto sulla poltrona, qualcuno che mangiava i biscotti e beveva il latte che la mamma aveva messo sotto l’albero.
“Ciao Marco!” esclamò l’omone barbuto.
“Ma… Ma! Tu sei, davvero, tu sei Babbo Natale!!”
“Shh! Non vorrai svegliare tutti!”
“Ma Andrea mi ha detto, la mamma mi ha detto”.
Babbo Natale fece cenno con la testa d’intendere ciò che Marco voleva dire.
“So cosa ti hanno detto. Io sono qua perché tu credi in me, come crede in me ogni membro della tua famiglia. Finché tu crederai in me io verrò, anche se sarai un uomo, un padre, un nonno. Ti porto il mio dono” e soffiò un poco di Magia su di lui.
Marco sorrise con il cuore leggero, intorno a lui tutto luccicava e scaldava come un bacio pieno d’amore.
“Grazie” disse al vecchio nonno e si addormentò sul divano della sala.
Il giorno dopo, il giorno di Natale, fu il più bello di tutti.

 

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